Caro Sindaco…

marioocchiuto.jpgConstatiamo con rammarico che gli interlocutori ai quali Ella ci ha indirizzato non hanno inteso agire in alcun modo.

Eppure abbiamo chiesto solo di far rispettare di nostri diritti!

In dettaglio: il Dott.Franco Bisogno ha voluto copia di tutta la documentazione (350 pagine di atti e documentazione);  l’Arch. Lorenza Tucci ci ha fatto formulare ancora una volta le nostre richieste, a fronte delle quali però non ha assolutamente mantenuto neppure una delle promesse fatte.

Così non si fa!

A questo punto, ci rivolgiamo nuovamente e direttamente a Lei perchè di Lei ancora ci fidiamo e Le chiediamo un incontro, questa volta senza intemediari.

I temi sono sempre gli stessi e riproponiamo la lettera a suo tempo inviataLe:

Al Sig. Sindaco di Cosenza – Arch. Mario Occhiuto

e, p.c. Al Dirigente Responsabile del SETTORE PIANIFICAZIONE – Arch. Lorenza TUCCI   

Il Comitato Città 2000 di Cosenza è stato costituito a giugno 2007, quando le amministrazioni non manifestavano più alcun interesse per la tutela dei diritti dei cittadini, mentre agevolavano costantemente iniziative speculative di imprese e di privati. Il conseguente progressivo degrado del nostro quartiere è stato, però, puntualmente contrastato dall‘azione del nosro Comitato che ha interessato gli ambienti giudiziari e politici della città; attraverso la presentazione di numerosi esposti alla Procura della Repubblica e richiesta di costituzione della Commissione d’Inchiesta presieduta dal consigliere Sergio Nucci.

Dopo il Suo insediamento e i primi provvedimenti da Lei adottati, i cittadini di Cosenza sono tornati a sperare e, in particolare, i residenti di Città 2000 auspicano che gli annosi problemi saranno definitivamente affrontati,  questa volta nell’interesse della collettività !

Le sottoponiamo tre casi:

  1. Campi da tennis foto.jpgCampi da tennis: in data 14/02/2002 con atto per Notaio Viggiani Rep.57418-16647 della Racc. l’impianto dei campi da tennis di Città 2000 veniva ceduto dal Comune di Cosenza, giusta delibera consiliare n.391 del 12/11/2001, unitamente ad altri beni immobiliari di proprietà comunale, alla Società S.L.P. Costruzioni s.r.l.; nel medesimo atto per notaio Viggiani, la S.L.P. Costruzioni s.r.l. assumeva l’obbligo – a compensazione di un prezzo pattuito senza gara e significativamente inferiore a quello di mercato – della “ristrutturazione gratuita degli esistenti impianti sportivi, campi da tennis pubblici, con relativa tribuna” entro “tre anni dalla concessione edilizia, rinnovabili di altri tre anni”; lo stesso atto notarile prevedeva la penale di €.258,23 giornalieri per la ritardata esecuzione dei lavori di ristrutturazione a carico dell’acquirente S.L.P.s.r.l. Gli impianti sono invece stati oggetto di reiterati tentativi da parte della S.L.P. srl di ottenere una licenza edilizia e, nelle more, lo spazio è completamente abbandonato con evidenti rischi igienico sanitari.
  2. VerdeIl Verde di Via Pertini - foto.jpg pubblico di via Gronchi: Con atto deliberativo n. 506/2001 la Giunta Comunale decideva la cessione di un reliquato di terreno in favore di alcuni cittadini residenti nel Palazzo CEA Fabbricato F. Questi cittadini (circa 15), rappresentati dall’Amministratore del condominio, acquistavano privatamente un terreno di proprietà comunale sito in via Gronchi  n° 6 di mq 2.100 (Foglio 7 particella 82/b e 357/b) al prezzo, dimezzato rispetto a quello di mercato di quel periodo, di Lit.52.000 al mq da utilizzare a verde pubblico e a parcheggi privati sotterranei (clicca per leggere il testo Delibera n.506-2001.doc). Una volta realizzati i parcheggi privati sotterranei il verde pubblico, con tanto di panchine, fontanelle e aiuole, è stato, invece, abusivamente recintato per l’uso esclusivo dei 15 acquirenti proprietari dei box auto. Il 3 novembre 2008 avevamo segnalato l’abuso all’ex Sindaco, senza ottenere alcuna risposta, a mezzo di raccomandata a.r. di seguito riportata: Lettera all’ex Sindaco Perugni.jpg
  3. Parcheggio chiusDSCN4064.jpgo a via E. De Nicola: Il suolo confinante con il palazzo costruito dalla S.L.P. srl sull’ex piscina comunale, spazio prima destinato a verde pubblico, è stato ceduto dal Comune alla stessa S.L.P. srl con il vincolo di “…sistemare il terreno residuale” (cfr.Delibera n.391/2001 del 12/11/2001).  E invece? La S.L.P. srl ha pensato bene di realizzare parcheggi da trattenere per uso personale, di parenti e amici ristretti e, magari, in futuro da vendere per fare altra speculazione.        Pertanto, mentre i residenti e gli ospiti, compresi i familiari degli anziani del ricovero di Via De Nicola, non sanno più dove far sostare le loro autovetture, i parcheggi restano vuoti per decisione della S.L.P. srl.
Caro Sindaco…ultima modifica: 2012-02-24T19:48:00+00:00da cittaduemila
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2 pensieri su “Caro Sindaco…

  1. …cari amici, credo che vi siano i presupposti per una denuncia per omissioni d’atti d’ufficio ai sensi dell’articolo 328 del codice penale.

    La fattispecie prevista dal 2° comma dell’articolo 328 c.p. prende in considerazione la condotta consistente nel non compiere entro trenta giorni dalla richiesta di chi abbia interesse, l’atto dovuto, senza rispondere esponendo le ragioni del ritardo. Il bene protetto è il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione, i cui presupposti indefettibili sono l’effettività, la tempestività e l’efficacia dell’adempimento delle pubbliche funzioni e delle prestazioni dei pubblici servizi.

    Perché sia integrata la condotta di cui al secondo comma dell’articolo 328 c.p. è necessario che sussistano alcuni presupposti:

    1) una richiesta scritta da parte del privato (messa in mora), da cui decorre il termine di 30 giorni per l’adozione dell’atto dovuto o per la formulazione della risposta negativa. La richiesta deve provenire non da un privato qualsiasi, bensì solo da chi abbia un interesse qualificato al compimento dell’atto.
    N.B. Le norme che consentono di verificare l’idoneità della domanda ed il conseguente obbligo dell’ufficio sono quelle che regolano il procedimento amministrativo;
    2) un obbligo di avvio del procedimento, non essendo sufficiente la mera richiesta del privato, che potrebbe avere un oggetto non attinente ai compiti dell’Amministrazione interpellata;
    3) un’assenza di risposta da parte della Pubblica Amministrazione, la quale non giustifichi il ritardo nell’adozione del provvedimento. La forma scritta richiesta dal comma 2 dell’articolo 328 c.p. deve rispettare i principi generali dell’ordinamento, che richiedono la forma scritta per gli atti destinati ad essere controllati da un’autorità sovra ordinata e per quelli la cui verifica – l’esistenza ed il suo contenuto – sia rimessa non all’autorità amministrativa, ma a quella giudiziaria.

    —————————–
    A voi la scelta di procedere…

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